Anche le mura hanno… gli occhi! Non siamo ormai troppo lontani dal vivere in case intelligenti con le quali interagire e che, adesso, sembrano poter monitorare la nostra salute. Tra i parametri vitali da tenere sotto controllo, non è ad sottovalutare l’analisi del cammino. Il gruppo di ricerca del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL), presso il MIT, si è mosso in questa direzione e così è nato WiGait, che agisce attraverso segnali wireless.

I risultati della ricerca sono stati presentati alla Conference on Human Factors in Computing Systems (CHI 2017) della Association for Computing Machinery (ACM) tenutasi a Denver, Colorado, lo scorso maggio. Essa si basa sul precedente progetto WiTrack.

L’importanza dell’analisi del cammino di WiGait

WiGait mostra le differenze nella velocità e nel modo di camminare tra un paziente anziano (sx) e un'infermiera in salute (dx), indicati dal puntino rosso.
Differenze nella velocità e nel modo di camminare tra un paziente anziano (sx) e un’infermiera in salute (dx), indicati dal puntino rosso.
http://news.mit.edu/

WiGait: un dispositivo dalle dimensioni di un piccolo quadro che, appeso alla parete di una casa, “osserva” il modo in cui le persone camminano nella stanza. Recenti studi hanno infatti mostrato come oltre ai comuni parametri vitali da monitorare, quali respiro, polso, pressione arteriosa e temperatura corporea, un ulteriore fattore da non sottovalutare è la velocità del nostro cammino.  Quest’ultima potrebbe fornire importanti informazioni riguardo l’insorgenza di declini cognitivi, malattie cardiache o respiratorie, fino alla previsione di eventuali cadute. Il concetto alla base di questa tecnologia è stato ben espresso dal capo-autore e dottorando Chen-Yu Hsu:

Utilizzando sensori in casa, possiamo osservare la tendenza con cui la velocità del cammino cambia, nell’arco di lunghi periodi di tempo. Questo può aiutare a capire se qualcuno dovrebbe aggiustare il proprio regime di salute, sia che si tratti di terapia fisica o di cambiare i propri farmaci.

A tal proposito, si è espressa anche la professoressa del CSAIL Dina Katabi:

Molti ricoveri evitabili sono legati a fattori quali cadute, insufficienza cardiaca congestizia, malattie polmonari croniche ostruttive, che si sono rivelati tutti correlati alla velocità del passo.

Al fine di poter monitorare con precisione il cammino di una persona, che è un “fenomeno” sia continuo che discreto, la soluzione è stata trovato nell’utilizzo di segnali wireless. Onde radio a bassa potenza vengono generate dal dispositivo, che in seguito rileva quelle riflesse dal corpo dell’individuo in movimento. I risultati, ottenuti con WiGait, mostrano una precisione del 95-99% nel rilevamento della velocità. Non solo, il sistema è anche riuscito a calcolare con altrettanta accuratezza (85-99%) la lunghezza del passo, importante nella comprensione di malattie come il morbo di Parkinson, caratterizzato da ridotte dimensioni del passo. Tutto questo senza richiedere l’utilizzo di sensori o dispositivi indossabili, il che lo rende un ottimo esempio di “smart environment“.

Il team del CSAIL ha anche pensato alla privacy, per questo non vengono usate telecamere e ciò che risulta visibile sono dei semplici puntini rossi su uno schermo. Speciali algoritmi, inoltre, permettono a WiGait di distinguere una normale camminata da altre attività come, ad esempio, pulire la casa.

Tra le prospettive per il futuro, c’è l’auspicio di avvicinare a questa tecnologia persone affette da morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer o sclerosi multipla, e di aiutare i medici a seguire la progressione della malattia, così da perfezionare terapia e medicinali.

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