“Questa è la prima volta che qualcuno abbia potuto dimostrare un tale risultato. Che alcune nuove cellule nervose ricevano segnali dal cervello ospitante in modo normale, dopo un trapianto, indica che esse sono state incorporate nel cervello del ratto colpito da ictus. Queste sono state in grado di sostituire alcune delle cellule nervose morte “

Sono queste le parole con il quale Zaal Kokaia, Professore presso il Centro Stem Cell, annuncia una nuova scoperta di rilevante portata per le neuroscienze.

Professore Zaal Kokaia
Professore Zaal Kokaia
http://www.lunduniversity.lu.se

 

I ricercatori dell’Università di Lund in Svezia, dove è stato realizzato il primo centro in Europa che coniuga assistenza ai pazienti e ricerca in ambito neuroscientifico, hanno infatti dimostrato che i neuroni trapiantati su animali possono essere adoperati per migliorare la funzione cerebrale a seguito di malattie tipiche dell’uomo.

 

 

Ciò consente nel futuro di applicare tale tecnica di trapianto sull’uomo, per riparare lesioni provocate da ictus, che al momento determinano danni permanenti.

Tra questi si annoverano deficit dell’attenzione, della memoria, del linguaggio, del movimento o di funzioni cognitive, ovvero le capacità in cui sono necessari abilità e comportamenti diversi da quelli abituali.

Il cervello umano è l’organo più complesso e dalle numerose potenzialità, il cui funzionamento costituisce il fondamento dell’identità personale e dell’individualità biologica. Esso è costituito da neuroni, ovvero cellule nervose, connesse tra loro mediante le sinapsi, che consentono il trasferimento dell’impulso tra neuroni diversi o tra neurone e fibra.

Nonostante le sue straordinarie funzionalità, presenta una limitata capacità autoriparatrice, motivo per il quale sono numerosi gli studi nel campo delle neuroscienze, per provare la possibilità di impiantare nuove cellule nervose per riparare i tessuti danneggiati, grazie alla plasticità di questo organo.

Nella ricerca pubblicata sulla rivista Brain, sono stati studiati gli input sinaptici funzionali del cervello ospitante da parte di neuroni corticali, derivanti da cellule staminali umane pluripotenti, innestati a seguito del trapianto degli stessi nella corteccia cerebrale di ratti colpiti da ictus.

Diverse tecniche di investigazione dell'attività sinaptica
Diverse tecniche di investigazione dell’attività sinaptica
https://academic.oup.com

Il metodo di analisi adottato prevede l’uso di traccianti virali; il virus, quindi, viene inoculato nell’organismo dell’animale in modo da registrarne lo spostamento. Ciò permette l’identificazione del neurone presinaptico, che trasferisce l’impulso nervoso verso la sinapsi e del neurone postsinaptico, che invia l’impulso a valle.

La microscopia elettronica, invece, consente di visualizzare le cellule innestate, distinguendo i neuroni presinaptici e postsinaptici.

Mediante tali tecniche è stato dimostrato come i neuroni, in seguito al trapianto, riescano a ricevere gli input sinaptici da parte di altri neuroni, posti in diverse zone del cervello, secondo una sequenza simile a quella compiuta dai neuroni corticali endogeni del cervello sano.

Toccando il muso e le zampe dei ratti, ovvero fornendo stimoli sensoriali, viene attivata o inibita la naturale attività dei neuroni innestati e ciò indica pertanto una risposta attiva agli stimoli esterni.
Tuttavia, non è ancora noto il modo in cui i neuroni innestati ricevano gli input e come essi si integrino nel circuito neurale ospite.

“Questa è una ricerca di base e non è possibile dire quando saremo pronti per iniziare esperimenti su pazienti, ma l’obiettivo è chiaro: sviluppare un metodo di trattamento, che possa riparare il cervello colpito da ictus. Attualmente, non esiste un trattamento efficace che possa ristabilire la funzione in un paziente con ictus dopo le prime ore dal verificarsi dell’attacco”

Conclude Zaal Kokaia.

 

Articolo di Chiara Rizzo.

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