“Come scienziato non potevo concepire, che nel secondo millennio, le persone disabili non avessero altra soluzione al di fuori di una sedia a rotelle”

Dr. Amit Goffer
Dr. Amit Goffer
www.wired.com

 

Queste sono le parole del Dr Amit Goffer, fondatore, realizzatore e CTO della Rewalk Robotics, che, con un’invenzione visionaria, è stato capace di realizzare un’altra prospettiva di vita per gli individui paralitici e con lesioni al midollo spinale.

ReWalk è un esoscheletro robotico che permette alle persone paraplegiche di rimanere in posizione eretta e di poter camminare.

 

“I benefici associati ad un uso regolare dell’esoscheletro sono straordinari perché derivanti dalla riacquisizione dell’attività motoria in posizione ortostatica”

spiega a Close-Up Engineering Luca Brecciaroli, Business Development & Operations Manager del Centro ReWalk Roma promosso dalla Fondazione Universitaria “Foro Italico”.
L’uso dell’esoscheletro ReWalk comporta potenziali benefici per la salute dei pazienti associati all’incremento della mobilità, quali l’aumento della forza, il miglioramento del sistema circolatorio e cardiovascolare, della capacità respiratoria, delle funzioni vescicali ed intestinali; prevede una riduzione della spasticità, la guarigione delle ulcere da decubito e un possibile miglioramento dello stato psicologico e sociale.
Il suo utilizzo previene inoltre l’osteoporosi, diminuisce l’incidenza delle malattie cardiovascolari e del diabete.

ReWalk, l’esoscheletro

L’esoscheletro, sempre in continua evoluzione grazie ai numerosi studi finalizzati a miglioramenti continui, è di fatto un robot indossabile, che agevola il percorso riabilitativo dei pazienti che hanno subito lesioni midollari inferiori a D4; ci si augura che in futuro possa sostituire la sedia a rotelle.

Esoscheletro ReWalk
Esoscheletro ReWalk
www.inhabitat.com

Questa “tecnologia amica” sta evolvendo e offrirà sempre più soluzioni che ridurranno, o annulleranno, molti limiti. I Disabili, come spesso ribadiamo, debbono essere protagonisti di questo progresso in grado di scrivere pagine come quella dedicata all’esoscheletro.

Il primo esoscheletro indossabile, approvato dalla FDA per persone affette da paraplegia, che può essere usato sia per fini riabilitativi che autonomamente a domicilio, è proprio il ReWalk; esso, infatti, permette di acquisire per periodi più o meno lunghi la posizione ortostatica e, grazie ad un sistema motorizzato, consente di prepararsi fisicamente a mantenere, non solo la posizione eretta, ma anche l’equilibrio durante una deambulazione robotizzata, assistita dall’uso di stampelle.
Il sistema motorizzato è comandato manualmente dal paziente grazie alla supervisione di un caregiver (“lavoro di cura”, ovvero pratiche di lavoro domestico non formale svolte a favore di soggetti non indipendenti) e il supporto delle stampelle stesse.

L’esoscheletro robotico indossabile è un sistema alimentato a batteria e costituito da un materiale molto leggero, con motori nelle articolazioni delle anche e delle ginocchia.
Il movimento avviene quando il paziente si discosta leggermente dal proprio centro di gravità; infatti, un’inclinazione in avanti del tronco viene percepita dal sistema come “primo passo”. Ripetuti movimenti del corpo generano quindi una sequenza di passi, che replicano il movimento funzionale delle gambe.

Tuttavia, il ReWalk non è il primo esemplare di esoscheletro che la storia della ricerca ha realizzato; di fatti i primi studi sulle tecnologie ortostatiche iniziarono nel 1890, grazie ad un brevetto dal russo Yagn, ma fu sono nel 1960 che si ebbero i primi veri prototipi di esoscheletri robotizzati.

Prima di poter utilizzare questo straordinario presidio, l’utilizzatore dovrà effettuare la visita medica specialistica eseguita dall’Equipe della Fondazione Universitaria per valutare  l’esistenza dell’indicazione all’utilizzo dell’esoscheletro, in termini di caratteristiche fisiche, cliniche ed attitudinali.
Effettuata la visita medica e in seguito ad un parere favorevole dell’equipe, l’utilizzatore dovrà completare un periodo di training presso il Centro di addestramento della Fondazione Universitaria per poi apprendere da un istruttore specializzato l’utilizzo dell’esoscheletro in modalità sempre più autonoma.

Fondazione Universitaria Foro Italico

In Italia i soggetti con lesione spinale sono circa 80.000 di cui 64.000 hanno un’età compresa tra i 20 ed i 40 anni.
Il progetto “Facciamo 4 Passi”, partito a Settembre 2015 e promosso dalla Fondazione dell’Università degli studi di Roma “Foro Italico”,  ha principalmente due obiettivi: a breve termine si spera di permettere alle persone con lesioni spinali di beneficiare, attraverso l’utilizzo dell’esoscheletro, dei miglioramenti fisici e psicologici che derivano da un “passeggiata” in posizione ortostatica (ovvero l’allenamento). L’obiettivo a lungo termine, invece, sarebbe quello di dare a queste persone la possibilità di usufruire, in un futuro prossimo, degli sviluppi della robotica maturati insieme al progresso della medicina.
Il nostro progetto viene svolto all’interno di una palestra dedicata, messa a disposizione dalla Fondazione e non in un ambiente sanitario: questo costituisce una nuova opportunità di trattamento, poichè  inserito in un contesto sportivo e dinamico, al di fuori  di quello riabilitativo sanitario tradizionale, che aumenta la motivazione all’esercizio fisico adattato.
La Fondazione dell’Università degli Studi di Roma del “Foro Italico” offre gratuitamente la possibilità di effettuare la visita di idoneità e delle sedute di prova per far conoscere questa nuova straordinaria tecnologia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here