IIT è l’acronimo dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con sede a Genova, che si pone come obiettivo lo sviluppo di tecnologie per l’essere umano.
In particolare, Close-Up Engineering si è interessato della Rehab Technology, una nuova iniziativa della struttura partita nel 2013 grazie ad una collaborazione con l’INAIL di Budrio, per realizzare un nuovo futuro per i dispositivi protesici, ortotici e riabilitativi.

“Il laboratorio della Rehab Tecnology si occupa principalmente di realizzare un trasferimento tecnologico per la robotica medica”

ci spiega Matteo Laffranchi, ricercatore e robot developer alla IIT

“Diversamente da altri dipartimenti che sono più incentrati sulla ricerca, noi lavoriamo su dispositivi o prototipi normalmente già esistenti all’interno dell’Istituto, li ingegnerizziamo in modo da poter poi farli diventare dei veri e propri prodotti da mettere sul mercato.”
“Il nostro lavoro inizia con un approccio preciso, ossia iniziamo con l’ascoltare il cliente finale a cui sarà destinato il prodotto che in seguito andremo ad ingegnerizzarlo, come è successo per l’esoscheletro”.

Esoscheletro
Esoscheletro
F.Costantini – IIT

L’esoscheletro è un dispositivo che viene utilizzato sia dai medici nell’ambito clinico, ma anche dai pazienti paraplegici, quindi lo studio del prodotto parte a monte, con dei focus group, che permettono di entrare in contatto con il cliente finale e di capire quali siano le esigenze e le funzioni che non sono gradite e inaccettabili nei dispositivi attuali.

“Anche perchè se non si chiede al cliente finale, si possono si fare degli studi dello stato dell’arte e della tecnologia in sè, ma per capire a pieno le sensazioni e cercare di toccare con mano il più possibile bisogna avere un riscontro diretto col paziente.”
“

In questa fase e soprattuto in quella successiva di sviluppo del prodotto, siamo coadiuvati da esperti clinici che vivono quotidianamente i disagi e possiedono più sensibilità clinica rispetto a noi, che siamo comunque ingegneri e tecnici, quindi il contatto umano è sicuramente minore. La fase di sviluppo viene portata avanti insieme all’INAIL di Budrio, grosso partner finanziario che ha investito in passato e lo farà ancora nel breve termine per 3 progetti che avverranno nel 2017.”

 

Continua a spiegarci Matteo durante l’intervista.

 


“Il nostro approccio è molto interattivo, quindi il prototipo viene utilizzato per le sperimentazioni cliniche e sulla base dei risultati che si ottengono si eseguono inoltre altre revisioni. Questo ciclo di controllo può avvenire una come N volte, finché il dispositivo non è effettivamente pronto e soddisfa quindi gli utilizzatori finali. Solo in quel momento, viene commercializzato.”

LA REHAB HAND

“La Rehab Hand” spiega “era un prototipo già esistente all’Istituto.”

Hand Rehab
Rehab Hand 
F.Costantini – IIT

 

Si tratta di una mano mioelettrica poliarticolata, che riceve impulsi per il movimento direttamente da sensori elettromiografici minimamente invasivi, delle sorte di placchette che vengono applicate sul muscolo residuo dell’amputato e che captano gli impulsi elettrici delle contrazioni muscolari, per poi inviarli alla mano. 
L’applicazione dei sensori, ovviamente, avviene in seguito all’operazione chirurgia di ricomposizione e ricollegamento dei muscoli antagonisti dell’amputato.

“Le singole dita, poi, si posizionano automaticamente in base alla geometria dell’oggetto che devono prendere, grazie ad un meccanismo di trasmissione differenziale, molto simile a quello che c’è nelle macchine: viene dato movimento solo dove necessita e con un’applicazione della forza ripartita sulle 5 dita in maniera automatica, senza tecniche di controllo sofisticate. La mano inoltre utilizza solo un motore per la propulsione e il movimento, riuscendo così a fare infiniti movimenti grazie a questo tipo di trasmissione.”

LA PIATTAFORMA HUNOVA

Un altro dispositivo che ci ha presentato Matteo, è stata la loro innovativa piattaforma riabilitativa, la Hunova, che verrà commercializzata nel 2017 dal nuovo spin off dell’Istituto, Movendo, nuova nata del dipartimento.

La piattaforma permette di accorpare molteplici altri dispositivi attualmente utilizzati

Piattaforma
Piattaforma Hunova
F.Costantini – IIT

per la riabilitazione in uno unico, permettendo la riabilitazione, eccetto la parte superiore.

“La piattaforma è sensorizzata e attuata a livello del piede, su cui si possono fare esercizi di riabilitazione della caviglia, del ginocchio, di riacquisizione del tono muscolare ( sia con un piede ma anche con entrambi, in quanto è anche bipodalica) e di rinforzamento dell’equilibrio; pertanto, può essere utilizzata sia da atleti con distorsioni, sia da pazienti colpiti da ictus, che hanno perso parzialmente l’equilibrio. 
Viene inserito inoltre anche uno schermo che permette il gaming e quindi di intrattenere il paziente.”

La sostanziale differenza è che permette di raggiungere un risultato oggettivo, quindi al di là del parere del fisioterapista, si può ottenere un protocollo standard adatto per ogni tipo di paziente, migliorando così l’esperienza complessiva della riabilitazione.

2 COMMENTS

  1. […] Dopo l’arrivo di 3 nuovi robot nelle sale operatorie del Columbus Clinic Center di Milano, ecco il primo ospedale d’Europa in cui i pazienti sono interamente accompagnati da robot, dalla sala operatoria al processo riabilitativo: parliamo della Clinica San Francesco di Verona. L’ultimo arrivato alla clinica è un robot per riabilitazione, la piattaforma Hunova, sviluppato dalla Movendo Technology, spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia, di cui abbiamo parlato in un articolo, a proposito della Rehab Technology. […]

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