L’Open Biomedical Initiative è una giovane organizzazione non-profit volta allo sviluppo e alla diffusione di tecnologie biomedicali. Sono un gruppo di ingegneri, medici, biologi, makers, appassionati, curiosi. Tra questi ci sono i due fondatori: Bruno Lenzi (ingegnere elettronico/biomedicale) di Ancona e Cristian Padovano (biotecnologo) di Casarano (provincia di Lecce). L’idea è nata dalla necessità di creare una “Wikipedia” per le persone, rendendo le apparecchiature biomedicali low-cost, open source e 3D printable affinché tutti possano partecipare alla loro realizzazione senza limiti geografici, economici e di ragione sociale.

Il progetto si occupa di apparecchiature biomedicali e l’obiettivo è quello di diffondere tali tecnologie, sia a chi non può permettersele sia a chi vive qui, nei paesi industrializzati.

Le finalità sono:

  • Low-cost: il nostro obiettivo è permettere a persone, ospedali, centri, comunità umanitarie, in paesi sviluppati e non, di poter beneficiare di Tecnologie Biomedicali (hardware e software) che, seppur tecnologicamente inferiori ma ugualmente sicure, possano essere una scelta quando completamente assenti o una possibilità per chi le preferirà.
  • Open Source: tutti i nostri progetti sposano a 360° la filosofia Open Source. Saranno totalmente accessibili nella documentazione e nella componentistica hardware e software.
  • 3D Printing: molti nostri progetti sfrutteranno proprio questa tecnologia, in modo tale da poter far arrivare i nostri dispositivi in luoghi a volte difficilmente accessibili, eliminando quindi ogni limite geografico e dando sempre la possibilità all’utilizzatore di essere anche il loro realizzatore.
  • Collaborazione&Organizzazione: uno dei nostri obiettivi è quello di costruire una piattaforma altamente organizzata che possa essere un punto di riferimento per makers, gruppi e semplici visitatori, che vogliano far conoscere e realizzare le proprie idee, e un punto di raccolta di tutto il materiale utile.

Attualmente il progetto è in fase di test per quanto riguarda le protesi meccaniche ed in fase di sviluppo per quelle mioelettriche.

“Le difficoltà che abbiamo incontrato finora sono quelle relative alla stampa -spiega Cristian Padovano a Close-up Engineering-. E’ stata un’esperienza nuova per tutti e quindi abbiamo bisogno di prenderci la mano per configurare al meglio la stampante che abbiamo a disposizione. Molti, però, i feedback positivi provenienti sopratutto da numerose richieste di persone disposte ad entrare a far parte del progetto (oltre dall’Italia, anche da Francia ed India); inoltre, molti inviti per interviste e richieste di partecipazione ad eventi organizzati da Università (Lecce, Cagliari) e da enti italiani, quali 3DPrint Hub. Per il futuro puntiamo a creare una solida, organizzata e fitta rete attraverso la quale poter diffondere, a basso costo, le nostre apparecchiature e trovare sempre più gente, indifferentemente dal tipo di lavoro svolto, dalla posizione sociale e dal luogo di provenienza, disposta ad aiutarci in puro spirito open source”.

Per seguirli:
Facebook: facebook.com/openbiomedical.org
Sito web: openbiomedical.org

Close-up Engineering ©riproduzioneriservata

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here