Un obiettivo lungo un secolo quello della creazione di una mappa dettagliata e accurata del cervello umano. Un obiettivo che, oggi, sembrerebbe essere stato raggiunto dai ricercatori del dipartimento di Neuroscienze alla Washington University Medical School, del Nuffied Department of Clinical Neurosciences al John Radcliffe Hospital e dal dipartimento di informatica dell’Imperial College. Una mappa –come spiegano gli autori dello studio pubblicato su Nature– che potrebbe avere riscontri positivi nella comprensione di diversi aspetti del cervello umano, dalla sua evoluzione lungo l’arco della vita a malattie come Alzheimer e schizofrenia.

Si ipotizza che la corteccia cerebrale umana sia composta da circa 200 aree per emisfero, ma crearne una mappa dettagliata si è sempre rilevata un’ardua impresa, a causa delle impervie sfide pratiche e tecniche che il problema poneva. La maggior parte delle suddivisioni fatte in passato era basata su una singola proprietà biologica (architettura, funzione, connettività o topografia). Il successo di questo studio, invece, è stato quello di considerare in simultanea tutte le quattro caratteristiche, usando nuovi metodi o ridefiniti. Inoltre, i vecchi studi si servivano di approcci completamente automatizzati o manuali. Ora, invece, la decisione di combinare i due approcci ha portato a quello che sembra essere un nuovo tassello della comprensione di ciò che siamo.

Matthew F. Glasser e la migliore mappa del cervello umano
Matthew F. Glasser – PH: ibtimes.com

Lo studio è stato condotto utilizzando immagini di risonanze magnetiche dell’HCP – Human Connectome Project (un progetto iniziato tre anni fa e ha visto 1200 pazienti volontari coinvolti) ed un approccio semi-automatico, consentendo di definire 180 aree per emisfero (circa 100 in più rispetto agli ultimi sviluppi nel campo), delimitate da cambiamenti di forma, funzione, connettività e topografia in un gruppo di 210 giovani adulti. Per la definizione automatica è stato addestrato un classificatore con algoritmi di machine-learning per riconoscere l’impronta multimodale di ciascuna area corticale.

Questa nuova mappa del cervello umanorappresenta il risultato del tipico individuo di una popolazione di giovani adulti. Tuttavia, sono state riscontrate caratteristiche atipiche topologiche di alcune aree in alcuni individui.

“Questa mappa rappresenta una versione 1.0” ha spiegato Matthew F. Glasser, neuroscienziato alla Washington University School of Medicine e autore dello studio al New York Times.

Una versione 2.0 sarà disponibile quando avremo dati migliori e più occhi analizzeranno i risultati. Speriamo che la mappa possa evolvere con i progressi della scienza.

La mappa dettagliata del cervello potrebbe rivelarsi punto di partenza per nuovi studi su malattie cerebrali. È comprensibile che molte delle aree identificate e definite siano composte da ulteriori porzioni.

Dunque, questo non è punto di arrivo, ma un punto di partenza per quelle che potranno rappresentare una vera rivoluzione nella comprensione dell’organo più affascinante e misterioso della complessa macchina umana.

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