Il mondo sta cambiando. Si evolve ogni giorno di più verso direzioni che fino a pochi anni fa sembravano impensabili. Oggi possiamo mantenere vite in salute, più lungamente.
Si palesa, quindi, più che mai la necessità che medici e pazienti imparino a convivere con la tecnologia. I primi capendo come utilizzarla al meglio per ottenere diagnosi più veloci e precise, cure più mirate e, in generale, maggiore facilità di gestione del loro lavoro e maggiore qualità per i pazienti. Questi ultimi, d’altro canto, devono imparare a gestire la propria salute a dovere, anche attraverso i nuovi ritrovati tecnologici. Vediamo insieme dove ci sta portando il futuro.

Siamo di fronte a un cambiamento soprattutto nel ruolo dei pazienti, che stanno assumendo sempre più un ruolo centrale. Conseguentemente, anche il ruolo dei medici si sta plasmando, fino ad arrivare ad un prossimo futuro in cui tutto questo sarà sempre più evidente.
Partiamo da questo: persone che cercano i propri sintomi su Google.

Difficilmente si incontra qualcuno a cui non è capitato. Un paio di scenari possibili possono essere i seguenti: il medico ci ha chiesto di fare degli esami specialistici o delle analisi del sangue. Nel momento in cui ritiriamo i risultati, magari in attesa della visita medica, li leggiamo. La nostra attenzione cadrà sui valori che riportano il simbolo “*”, che indica qualcosa fuori dalla norma. Due minuti dopo stiamo cercando “Platocrito alto cause” sul browser.
Secondo scenario, forse il peggiore: appena usciti da una visita specialistica, ci ritroviamo più confusi di quando siamo entrati. Tornati a casa, cercando di riordinare le idee, ci si ritrova a digitare i principali sintomi che sentiamo di avere.
Il più delle volte, tra i risultati spunta fuori che potresti avere una leucemia, anche se probabilmente non è così.

Medicina del futuro
PH: linkedin.com

Ma perché va così?
La verità? Non sappiamo leggere i risultati degli esami senza il filtro del medico. Non abbiamo studiato per questo, nessuno ci ha insegnato a leggerli, nessuno ci ha istruito su questo.
In futuro il paziente potrebbe saper leggere i referti, ma quello che oggi resta da fare è prendere tutti i pezzi di carta relativi alla salute e rimettersi nelle mani di qualcuno che (speriamo) ne capisca più di noi, ovvero di un medico.

Che poi è quello che facciamo ogni volta che dobbiamo interfacciarci con un professionista. Quando la nostra automobile presenta qualche problema, la portiamo dal meccanico sperando di trovare una persona competente e onesta. Tu, proprietario dell’auto, difficilmente sai esattamente tutto di motori, quindi ti affidi al professionista che hai scelto. Con la differenza che quando si tratta del meccanico, il danno è monetario, mentre quando si parla di medici, il rischio può essere molto più grave.

L’importanza della consapevolezza del paziente

Come dicevamo prima, l’evoluzione della Medicina sta portando ad un futuro in cui il paziente è al centro di tutto, non più come paziente da curare, ma come persona. Una persona che deve avere più consapevolezza e più controllo del proprio fisico e del proprio stato di salute.
Esistono vari modi per attuare questo controllo.
Il primo è istruire il paziente. Un esempio concreto è il Cancro. Fino a una decina di anni fa, non si parlava di Cancro, non si nominava nemmeno. Si diceva “brutto male” e le persone non si informavano, non ne sapevano quasi niente.
Oggi si fa tanta prevenzione, non si ha più “paura” di nominarlo, anzi. Se ne parla così tanto che tutti sono molto più informati. I pazienti sanno cosa li aspetta e riescono ad avere un maggiore senso di controllo sulla situazione.

Secondo esempio: gli antidolorifici. Uno studio americano ha visto protagonista due gruppi di persone a cui i medici avevano prescritto antidolorifici: il primo gruppo, quello di controllo, era strettamente seguito dal medico, che li istruiva solo sulla posologia del farmaco, senza dare informazioni specifiche. Al secondo gruppo, invece, veniva spiegato come il farmaco avrebbe agito più nello specifico e i pazienti non venivano controllati rispetto alla posologia da assumere.

Contro ogni previsione, i pazienti del secondo gruppo non solo provavano meno dolore, ma assumevano anche meno medicine.
Questo perché il paziente ha più consapevolezza di quello che succede nel proprio corpo, riesce ad ascoltare meglio i propri sintomi, distinguendo tra qualcosa che può essere un campanello d’allarme o solo stanchezza.

Il rapporto medico-paziente

D’altro canto, anche il rapporto medico-paziente sta cambiando. Il medico si interfaccia con pazienti mediamente più istruiti rispetto al passato, quindi a sua volta sarà suo compito spiegare al paziente ciò che bisogna sapere rispetto a una patologia. Questo aumenterà la consapevolezza del paziente stesso.
Un altro aspetto da considerare del nuovo ruolo dei medici riguarda le informazioni che si trovano su Internet. A fronte di una finestra così grande come quella del Web, il problema sta nel distinguere le informazioni reali dalle bufale.
Già da qualche tempo in America esistono associazioni di medici che si occupano principalmente di scandagliare le informazioni che si trovano in Internet e di certificarle qualora siano corrette.

Un futuro sempre più vicino: la telemedicina.

In ultimo, non possiamo non parlare di un aspetto che è già presente nella nostra vita quotidiana:
Molte Regioni italiane danno la possibilità ai pazienti di effettuare il ritiro online dei referti. Se bisogna far vedere il risultato dei referti al medico,senza effettuare la visita medica completa, questo invita il paziente ad inviarli per email.
Questi sono esempi concreti di come la tecnologia aiuta a velocizzare il lavoro del medici, mantenendone la qualità, attraverso la Telemedicina.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here