Solo pochi giorni dopo aver parlato dell’adesivo super resistente che cura le ferite e del nanochip che ripara i tessuti danneggiati con un “singolo tocco”, torniamo a parlare degli enormi sviluppi nel campo dei biomateriali e della medicina rigenerativa. Le novità non sembrano finire ed oggi tocca alla “Tissue Paper”, la carta bioattiva realizzata dai ricercatori ed ingegneri della Northwestern University. Ottenuta attraverso uno speciale trattamento di organi e tessuti animali, sembra mostrare grandi capacità.

“Questa nuova classe di biomateriali ha potenziale per l’ingegneria tissutale e la medicina rigenerativa, così come per lo studio di nuove cure e terapie”, ha detto il corrispondente autore Ramille Shah. “È versatile ed utilizzabile in chirurgia”.

La carta nata da… un incidente in laboratorio

Tissue Paper
“Tissue Paper”
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Adam Jakus, il primo autore dello studio, stava infatti lavorando in laboratorio ad un inchiostro da utilizzare per la stampa 3D di un’ovaia. Ricordiamo, a tal proposito, il successo ottenuto solo qualche mese fa nella realizzazione di un’ovaia 3D che ha permesso la nascita di una prole sana da topi sterili. Tornando all’esperimento, Jakus si era accorto di come un’accidentale fuoriuscita di inchiostro, avesse poco dopo formato un foglietto asciutto. “Quando ho provato a raccoglierlo, mi è sembrato resistente“, commenta Jakus. “Ho immaginato subito che avrei potuto ottenere grandi quantità di materiali bioattivi da altri organi.” Così è stato. Nel corso della ricerca, sono stati ottenuti foglietti di carta da vari organi e tessuti di origine bovina e suina, come le ovaie, l’utero, i reni, il fegato, il tessuto muscolare ed il cuore.

Il procedimento con il quale ottenere questo particolare materiale consiste nella decellularizzazione degli organi. Attraverso questo trattamento, è possibile rimuovere tutto il sangue dall’organo così da lasciare solamente le proteine strutturali che vanno a formare la matrice extracellulare. Così facendo, la carta ottenuta mantiene le specifiche caratteristiche cellulari del tessuto dal quale è stata ricavata. La successiva combinazione con un materiale polimerico serve ad aggiungere flessibilità alla struttura. Inoltre, le caratteristiche di resistenza e flessibilità vengono mantenute anche quando bagnata.

Le proprietà e le funzioni di questa “Tissue Paper” sono state pubblicate sulla rivista Advanced Functional Materials lo scorso 7 agosto.

Questo nuovo biomateriale potrebbe trovare applicazione nella cura delle ferite oppure nel supporto della produzione ormonale in giovani pazienti affetti da tumore. I ricercatori si aspettano che questa carta possa fornire supporto e stimolazione per aiutare la rigenerazione dei tessuti, riducendo le tempistiche ed evitando cicatrici. Ogni specifico tipo di carta mantiene i residui biochimici e l’architettura proteica dell’organo originario e può essere così riconosciuta una volta impiantata, stimolando le cellule a comportarsi in un certo modo.

Per quanto riguarda la produzione ormonale, test in vitro hanno mostrato come sia possibile coltivare follicoli perfettamente funzionanti dalla carta ottenuta da un’ovaia bovina.

Oltre a ciò, è stata valutata la capacità di sostenere la crescita di cellule staminali umane adulte. Cellule staminali del midollo osseo umano, si sono attaccate moltiplicate per ben quattro settimane. Questo risultato serve anche a confermare l’elevata biocompatibilità del materiale.

È veramente incredibile come i sottoprodotti di origine animale come un rene, il fegato, il cuore e l’utero possano essere trasformati in biomateriali di tipo cartaceo che possono potenzialmente rigenerare e ripristinare la funzione dei tessuti e degli organi. Non vedrò mai più una bistecca o un filetto di maiale allo stesso modo.

Afferma Jakus.

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