A Novembre scorso è stato eseguito un trattamento innovativo su un paziente di 68 anni affetto da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Questo trattamento è stato denominato “Riduzione volumetrica con ablazione termica endobronchiale mediante applicazione di vapore acqueo ad alta temperatura“.
L’intervento è stato eseguito con successo dal dottor Stefano Gasparini, direttore del reparto di Pneumologia dell’Ospedale di Torrette (Ancona) e presidente della Società Italiana di Pneumologia.

Perché è importante

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica dei polmoni, caratterizzata da un’ostruzione dei bronchi che comporta difficoltà respiratorie. Si stima che 1 cittadino su 10 sia affetto da questa patologia, causata soprattutto dal fumo, ma anche da inquinamento ambientalegenetica. La BPCO è considerata la quarta causa di morte in Europa e USA: si stimano almeno 65.000 morti all’anno a causa di questa malattia.

differenza tra polmoni sani e polmoni malati di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva
PH: wikipedia.it

La tecnica mini-invasiva

Durante l’operazione è stato applicato vapore acqueo a 80°C sul tessuto polmonare malato, attraverso un sondino nasale, che ne induce la cicatrizzazione e, di conseguenza, un restringimento volumetrico fino al 25%. Questa tecnica, prima sperimentata solo in Germania, non permette la completa guarigione dalla malattia, ma un significativo aumento della qualità della vita dei pazienti, permettendo di evitare operazioni chirurgiche più invasive.
I risultati, fortunatamente eccellenti, sono stati mostrati ad una conferenza stampa tenutasi l’11 Gennaio agli Ospedali Riuniti di Ancona. Si aprono così nuove possibilità per i malati di BPCO, che potrebbero presto sottoporsi a questa tecnica, ribattezzata scherzosamente “la scoperta dell’acqua calda” dallo stesso Dottor Gasparini.

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