Abbiamo già trattato l’argomento del pancreas artificiale in un altro articolo, trattando nello specifico il dispositivo ideato dal Dr. Edward Damiano, che realizzò un pancreas bionico per suo figlio, affetto da diabete mellito di tipo 1.

Pochi giorni fa la FDA ( Food and Drug Administration), dopo circa 50 anni di studio, ha approvato la commercializzazione del dispositivo noto come pancreas artificiale, messo a punto per la cura del diabete sopracitato, che normalmente colpisce una popolazione molto giovane ( per questo denominato anche diabete infantile).

Il merito va alla Medtronic, con sede a Dublino, una tra le più grandi aziende mondiali nella divulgazione di tecnologie mediche, servendo ospedali  in circa 160 paesi in tutto il mondo.

“Questo importante traguardo rappresenta un grandissimo passo in avanti nella gestione del diabete di tipo 1 e migliorerà la qualità della vita di coloro che vivono con questa malattia cronica.”

Asserisce Derek Rapp, presidente e CEO di JDRF, cioè la principale organizzazione mondiale che si impegna nel finanziamento della ricerca per il diabete mellito di tipo 1.

“Siamo molto incoraggiati dalla velocità in cui questa tecnologia innovativa è stata approvata dalla FDA, e siamo orgogliosi del ruolo svolto dalla JDRF nel raggiungimento di questo entusiasmante passo avanti. Medtronic e JDRF si impegnano a garantire un adeguato accesso dei pazienti a questa terapia.”

Il MiniMed670G, che verrà commercializzato nella primavera 2017, è composto da una pompa per l’infusione dell’insulina e da dei sensori cutanei, i Guardian® Sensor, sensori molto sensibili che monitorano il livello di glucosio nel sangue. Inoltre è integrato un sensore che monitora lo stato di “salute” dei sensori stessi.

Il dispositivo MiniMed670G
Il dispositivo MiniMed670G
medtronicdiabetes.com

Si tratta di un dispositivo “ibrido” a circuito chiuso, che integra un algoritmo chiamato SmartGuard HCL, designato al controllo della dose di insulina da iniettare.

Applicazione dei sensori e della pompa di insulina
Applicazione dei sensori e della pompa di insulina
medtronicdiabetes.com

Il diabete mellito di tipo 1 non necessita solo di iniezioni costanti di insulina, ma il montaggio del glucosio deriva principalmente dalla dieta: infatti, è richiesto da parte dei pazienti un controllo totale, persino sulle grammature dei propri pasti, aspetto che deve essere inviato al dispositivo come segnale input in modo tale che quest’ultimo possa dosare correttamente l’insulina.

“Stiamo lavorando sul nostro obiettivo finale: un dispositivo che non richieda come input le abitudini alimentari del paziente”

spiega Ali Dianaty, capo della Medtronic

“E ci stiamo arrivando per fasi”.

Il primo ostacolo da superare è stato la misurazione della dose esatta da iniettare: finché l’algoritmo ha riportato valori superiori o inferiori, il team ha lavorato sulla risoluzione di questa problematica di base, in quanto uno scompenso nella dose di insulina comporterebbe seri problemi, come la ipoglicemia, che può avere conseguenze fatali.

L’obiettivo è dunque la realizzazione di un algoritmo che calcoli l’esatta dose di insulina da iniettare, renderlo perciò estremamente sensibile alle variazioni di glucosio nel sangue.
Impresa assai ardua e come asserisce lo stesso Dianaty

“Potremmo non essere in grado di creare un algoritmo così sensibile da reagire rapidamente a situazioni particolari, come ad esempio un paziente che beve un milk shake, bevanda ricca di grassi che inonderebbe letteralmente il flusso sanguigno. Una soluzione potrebbe essere l’inserimento di una pompa di emergenza ad azione rapida per queste evenienze.”

L’ultima prova da eseguire con questo dispositivo è testarlo sui bambini al di sotto dei 7 anni.

“I bambini sono molto più soggetti a variazione di concentrazione del glucosio. Vorremmo creare un algoritmo intelligente da capire questi diversi livelli di variabilità.”

Conclude Dianaty.

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